Immigrazione/ Violenze, traumi e torture: ecco come soffre chi arriva nel nostro Paese
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Si tratta di un'iniziativa nata nel 2005 per dare un supporto di tipo terapeutico e sociale agli stranieri colpiti da gravi traumi. Che non sono - come si potrebbe pensare – soltanto richiedenti asilo e rifugiati, ma anche migranti economici che per varie e diverse ragioni non riescono a sopportare la durezza dell"esperienza migratoria. Il progetto, che finora ha preso in cura circa 50 persone, si inserisce all"interno dell’area sanitaria della Caritas, dove dal 1983 a oggi hanno trovato assistenza circa 7 persone l’anno (di cui la metà nuove) per un totale di 90 mila individui. Sono 47 le persone prese in carico dal progetto "Ferite invisibili”, tra cui 34 uomini e 13 donne provenienti da 26 paesi diversi. E di questi 14 sono di nazionalità afgana, ma altri arrivano da Polonia, Cina, Romania, Ucraina, e quindi non si tratta di richiedenti asilo politico.
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In questo senso il progetto “Ferite invisibili” diventa anche un osservatorio molto particolare, che conferma quello che la Caritas va ripetendo da tempo: gli immigrati che arrivano in Italia sono sani, e spesso le cattive condizioni fisiche e psicologiche sono una conseguenza dell’esperienza migratoria. “La migrazione dove non è supportata da livelli di integrazione adeguati può causare traumi molto forti – spiega Geraci. – L’immigrato che viene qui è sano, molte patologie sono la conseguenza di gravi situazioni di disagio. E la terapia migliore non è costituita dai farmaci ma da percorsi di accoglienza e di inserimento”.
“Inoltre - continua il responsabile dell’area sanitaria della Caritas romana, “vivere da irregolari può causare dei traumi. Un’esperienza di migrazione non tutelata e senza il supporto di politiche di reale inserimento può creare seri rischi in chi la vive”. E allora un sistema di politiche inclusive è più conveniente per tutti. Visto che gli immigrati vivono in mezzo a noi tanto vale accoglierli bene. “E chi non vuol farlo per ragioni umanitarie lo faccia almeno per convenienza” conclude Geraci.
2 commenti:
Mi farebbe piacere collaborare. Anche sul mio stò trattando un post sulla cultura degli imigrati in Italia e in particolare del Bangladsh, vi invito a visitarlo e a lasciare un commento che sarà molto gradito. Buona giornata da Tiziano
Abbiamo una proposta interessante per te
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